La raccolta premi RC medica

Solamente qualche giorno fa l’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha reso noti per la prima volta, attraverso il suo Bollettino statistico, i dati relativi all’Rc sulle professioni sanitarie nel nostro Paese per il periodo che va dal 2010 al 2016. Si tratta di uno studio di fondamentale importanza in quanto, oltre a fornire una fotografia attuale della composizione del comparto (di fatto suddiviso in strutture sanitarie a carattere pubblico, strutture sanitarie private e medici e operatori sanitari), rappresenta una base rilevante per misurare nel concreto gli effetti della tanto discussa Legge Gelli – Bianco, entrata ufficialmente in vigore a marzo 2017.

Nel rapporto condotto dall’Ivass, e riportato di recente in un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore, vengono presi in considerazione i risultati di due grandi categorie: quelle delle assicurazioni per i rischi da responsabilità civile sanitarie offerte dalle compagnie a fronte del pagamento di un premio, e quelle studiate dalle strutture pubbliche tramite autoassicurazione e per le quali l’Istituto si è basato sulle fonti offerte dal Ministero della Salute.

Nel corso del 2016 la raccolta delle RC sanitarie ha rappresentato il 14% del totale del segmento rischi, raggiungendo la quota di 592 milioni di euro. Si registra però un divario piuttosto consistente tra i risultati evidenziati dalle imprese nazionali, con un 8,7%, e quelli invece relativi alle estere, con un 25,4%. Nell’arco di tempo compreso tra il 2010 e il 2016 sono stati raccolti premi per un totale di 4.555 milioni di euro, che hanno portato alla copertura di 4.916 strutture (sia pubbliche che private) e 302.965 operatori sanitari.

Buone notizie sul fronte dei risarcimenti: stando a quanto evidenziato in questo studio nel 2016 le varie compagnie assicurative hanno registrato un numero di denunce molto contenuto rispetto a quanto era avvenuto nel 2010: 15.360 contro 29.991. Tale flessione ha riguardato in particolar modo il mondo delle strutture pubbliche mentre, per ciò che riguarda il settore privato, i numeri hanno messo in luce una contrazione dai ritmi meno accentuati.

Fonte: www.assicurazione.it

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