Nell’ambito della lotta contro l’inquinamento dovuto alle emissioni CO2, il Parlamento europeo ha approvato ed emesso un nuovo provvedimento volto al un drastico taglio delle emissioni di CO2 da parte delle nuove autovetture previste nel prossimo decennio.

Entrando nello specifico della delibera:

Le previsioni portano come risultato a una riduzione dei livelli di CO2, prodotti da mezzi leggeri,  del 20% entro il 2025 per poi arrivare al 40% entro l’anno 2030. Si tratta di una delibera molto più restrittiva rispetto a quanto era stato proposto agli inizi dalla Commissione europea, la quale aveva indicato percentuali rispettivamente del 15% e del 30%. Inoltre, a partire dal 2030 il 35% dei futuri modelli di auto che verrano venduti sul mercato dovranno essere ad alimentazione elettrica o ibrida.

I cambiamenti per le case automobilistiche:

Nel momento in cui la proposta dovesse diventare direttiva, i produttori di auto andrebbero incontro a grandi difficoltà. Infatti, il metodo più efficiente per soddisfare i nuovi requisiti con un arco temporale così ristretto sarebbe quello di produrre e mettere in commercio solamente mezzi ad alimentazione elettrica, tecnologia già utilizzata ma non ancora pronta per essere l’unica alternativa di mercato. Da considerare inoltre che leautovetture a 0 emissioni presenti sul mercato sono attualmente molto onerose, le batterie solitamente non permettono di percorrere molti chilometri e sono caratterizzate da tempi di ricarica molto lunghi.

La percentuale di veicoli a basse emissioni sul territorio Italiano è pari al 9%, mentre quelle a emissioni zero sono quasi allo 0%. Infatti, il mercato italiano della mobilità elettrica ha molte più difficoltà rispetto agli altri mercati europei.

Sarebbero 5000 i mezzi non inquinanti venduti nella prima metà del 2018(+73% sullo stesso periodo del 2017), contro una media annua di circa un milione di vetture ecologiche nel resto del Vecchio Continente. Tuttavia, il nuovo Piano nazionale sulle infrastrutture di ricarica di Enel dovrebbe portare a un maggior incremento del parco elettrico circolante in Italia. L’obiettivo è infatti quello di installare e attivare su tutto il territorio oltre 14.000 colonnine entro il 2022, per un investimento complessivo fino a 300 milioni di euro.

 

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